Influencer Marketing in Italia: dati e trend fotografati dal primo Osservatorio Italiano

Influencer Marketing in Italia: dati e trend fotografati dal primo Osservatorio Italiano

I trend di mercato dell’influencer marketing in italia: la fotografia scattata dal primo Influencer Marketing Report italiano.

La Scuola di Comunicazione IED, in collaborazione con AKQA e FLU, ha presentato i primi dati italiani sul tema dell’influencer marketing, facendo il punto su trend, driver e novità del mondo dell’advertising.

“Questa ricerca ci conferma che l’influencer marketing – sulla scia di un andamento globale e fortemente radicato negli Usa – è un settore che va verso la maturazione e in cui s’investe molto e in modo continuativo nelle grandi aziende e nelle start-up, ma in cui è necessaria formazione per ottenere i principali obiettivi di ROI”.

Elena Sacco, Direttore della Scuola di Comunicazione IED Milano

I dati sono frutto di una survey condotta tra luglio e settembre 2018 su professionisti dei comparti marketing e prodotto, digital PR e social media, e sul top management di aziende, con una predominanza di PMI (45% degli intervistati) e multinazionali (39%) e una certa presenza anche di consulenti (8%) e start-up (7%).

Chi ricorre all’Influencer Marketing in Italia e perchè?

Dall’indagine emerge che ben il 64% degli intervistati ha fatto ricorso nell’ultimo anno ad operazioni di influencer marketing, per il 62% in modo continuativo e attivando le quattro leve essenziali di questo tipo di attività – scouting, strategia, ideazione creativa, reportistica e analisi – per il restante 38% in modo discontinuo e occasionale.
Nello specifico, le realtà che maggiormente hanno strutturato attività continuative sono le start-up; ad aver fatto ricorso, invece, ad attività one shot sono per lo più le PMI (45%). Le multinazionali, infine, mostrano di aver investito di più nel trend in termini quantitativi.

Le motivazioni alla base dell’implementazione dell’influencer marketing sono diverse: dal desiderio di migliorare la brand awareness (56%) e di rendere notiziabile un evento (18%) fino all’obiettivo di aumentare le vendite di prodotto (17%).

Ma c’è ancora chi si mostra scettico verso questo fenomeno. Il 36% degli intervistati, infatti, dichiara di non aver mai attivato iniziative di influencer marketing, perché non ne vede la necessità o per mancanza di fiducia e, non meno importante, di budget e di strategia.

Investimenti e proiezioni sui prossimi anni

Dai dati emerge che il 21% di chi ha attivato operazioni di Influencer Marketing ha speso più di 50 mila euro nell’ultimo anno, mentre solo il 5% ha speso 0 euro, ossia ha condotto operazioni di questo tipo senza investire risorse economiche. Il 36% ha investito da 1.000 a 10mila euro, il 39% da 10 a 50 mila.
Ad aver allocato budget più consistenti sono – come è prevedibile – le multinazionali (30%), mentre ad essersi attivate a costo zero sono per lo più start-up (10%), che risultano essere però anche le più rappresentative (60%) nella fascia di spesa da 1.000 a 10 mila euro.

Positiva la proiezione sugli anni successivi, che testimonia un buon ROI sulle operazioni: il 65% di chi ha già investito in Influencer Marketing lo scorso anno dichiara di aver aumentato il budget per il 2018 e il 79% di questi prevede un incremento ulteriore per il 2019.
È in crescita il trend che vede l’utilizzo dell’IM secondo un metodo strutturato, consapevole e continuativo, rispetto alle attività one shot, che rimangono prerogativa, comunque in diminuzione, delle piccole e medie imprese.

Chi si occupa di Influencer Marketing?

I dettagli mostrano come il valore percepito nell’affidarsi a professionisti esterni sia molto alto per quanto riguarda la fase di scouting degli influencer più idonei per una campagna, attività al primo posto per preferenza tra i servizi richiesti alle realtà specializzate. Seguono, nell’ordine, la reportistica e analisi (26%), la strategia (20%), l’ideazione creativa (16%).
Il ricorrere ad agenzie esterne ha una chiara motivazione pratica e strategica: in azienda, infatti, ben il 52% degli intervistati afferma di non avere una risorsa specializzata che si occupa dei progetti di influencer marketing. E addirittura l’88% ritiene opportuno formarsi o accrescere le proprie competenze nell’ambito, con percorsi particolarmente focalizzati proprio sulla strategia.


I criteri di scelta di un influencer

Risulta fondamentale l’affinità con il brand e i suoi valori, oltre alla capacità di parlare a un pubblico preciso, con abitudini di consumo particolarmente delineate, una cosiddetta nicchia, che si immedesima nello stile del proprio influencer.
I consumatori chiedono autenticità e scegliere influencer che sposino i valori del brand è diventato essenziale.

L’efficacia dell’influencer è, dunque, proporzionale alla sua capacità di raccontare la marca e condividere il messaggio del brand in maniera credibile.
Per i brand, allora, sarà sempre più importante scegliere il giusto Influencer da cui farsi rappresentare in termini di storytelling e qualità dei contenuti, in modo che l’utente possa giudicarne coerente e affidabile il messaggio.

NativeJ seleziona influencer in linea con i valori del brand, attraverso uno scouting mirato, in modo da offrire non solo soluzioni personalizzate, ma anche una proposta altamente qualitativa, attraverso un reale storytelling e contenuti ad elevato tasso di user engagement.

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