GENERAZIONE Z: il contenuto chiave è il video

GENERAZIONE Z: il contenuto chiave è il video

Per i brand è necessario capire le differenze tra la Gen Z e le precedenti per sviluppare campagne video che soddisfino il loro desiderio di autenticità. La Gen Z e i Millennials si distinguono profondamente per quanto riguarda le abitudini di consumo dello streaming online.

Stiamo attraversando un momento storico in cui il consumo di contenuti online ha raggiunto un livello mai sperimentato nella storia dello streaming. Su questo tema si articola una ricerca del Global Web Index, condotta alla fine del mese di marzo su 13 Paesi diversi, dove i consumatori hanno citato le tre attività principali che dominano durante il loro stato di quarantena, ovvero:

  • guardare il telegiornale e informarsi online (il 67%)
  • socializzare con la propria famiglia (il 53%)
  • utilizzare servizi e piattaforme di streaming online (il 51%)

Ovviamente le risposte cambiano a seconda delle fasce di età intervistate. In particolare, Generazione Z e Millennials dedicano più tempo alla creazione di contenuti video su piattaforme come YouTube e TikTok rispetto alla Generazione X e ai Baby Boomers.
Queste ultime generazioni, infatti, preferiscono informarsi, chiacchierare al telefono con i propri famigliari e amici, oppure sperimentare nuove ricette in cucina.

Ma quali sono i contenuti più visualizzati dalla Generazione Z?

Concentriamoci principalmente sulla fruizione dei contenuti di streaming online da parte della Generazione Z, ovvero quella fascia di popolazione nata a partire dal 1997.
La prima cosa che dobbiamo evidenziare è che Gen Z e Millennials si distinguono profondamente per quanto riguarda le abitudini di consumo  dello streaming online: piattaforme come Netflix, HBO, Amazon Prime Video e la nuova arrivata Disney+, infatti, sembrano essere quasi prerogativa dei Millennials.

Questa differenza probabilmente è dovuta alla maggiore possibilità da parte di quest’ultimi di pagare l’abbonamento a più servizi contemporaneamente, con un 64% di streamer nella fascia 25-37 anni che pagano per due o quattro piattaforme di streaming online.

La piattaforma preferita per lo streaming della Gen Z è YouTube

YouTube è nato nel 2005 ed è cresciuto insieme a questa generazione, per questo la maggior parte degli adolescenti rimane fedele alla piattaforma.
Secondo un articolo pubblicato da Think with Google, infatti, l’85% degli utenti che rientra nella Generazione Z conferma di utilizzarla.
C’è da dire che non è solo l’intrattenimento a rendere YouTube un successo per la Generazione Z, in quanto l’80% degli adolescenti afferma di aver imparato cose nuove e acquisito nuove competenze grazie ai video di YouTube.

Impossibile parlare di Gen Z senza citare TikTok

Il fenomeno TikTok è esploso nell’estate 2019, diventando l’app più scaricata nel mondo dopo Facebook in quel periodo, e la maggior parte del suo pubblico rientra nella fascia di età della Generazione Z.
I contenuti di questa piattaforma sono molto più brevi rispetto a quelli di YouTube  con un limite di 15 secondi per clip, per questo un alto livello di creatività è fondamentale per decretarne il successo.

La chiave per raggiungere la Generazione Z è il contenuto video

Siamo tutti d’accordo che il contenuto più efficace per riuscire a comunicare con la Gen Z è solo uno: il video. Lo conferma anche Forbes, che in un articolo aggiunge che per funzionare deve essere “pertinente, significativo e autentico”.

È necessario che i marketer capiscano le differenze tra la Gen Z e le precedenti per sviluppare campagne video che soddisfino, appunto, questo desiderio di autenticità.La Generazione Z è formata da adolescenti alla ricerca di nuovi modi per sfuggire alla monotonia della vita quotidiana e prepararsi per il futuro: i brand che vogliono entrare in contatto con questa generazione dovrebbero sfruttare questo scenario, aiutandoli a raggiungere i loro obiettivi con contenuti originali e reali.

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