LinkedIn Stories: la nuova funzione del social arriva anche in Italia

LinkedIn Stories: la nuova funzione del social arriva anche in Italia

Dopo Snapchat, Instagram e WhatsApp, arrivano le LinkedIn Stories: cosa prevede e a cosa servirà questa funzione sul social “professionale”?

Ne è passato di tempo da quando LinkedIn era un semplice punto d’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Oggi, con oltre 500 milioni di utenti iscritti in 200 paesi, come si legge sul sito ufficiale, la piattaforma di proprietà del gruppo Microsoft è diventata un social network a tutti gli effetti. Nel tempo si sono moltiplicate le forme di interazione tra i professionisti, così come le possibilità di scoprire e produrre contenuti interessanti grazie, ad esempio, alla funzione “Publishing”. Lo stesso algoritmo che regola il feed è stato più volte aggiornato per favorire i contenuti di qualità, senza dimenticare le novità introdotte per chi cerca lavoro. In quanto social network – seppur di natura più propriamente professionale – comunque non è esente da contaminazioni. Il 2018 è stato l’anno degli hashtag , il 2019 quello delle reaction, mentre il 2020 ha visto l’avvento delle LinkedIn Stories.

LinkedIn Stories: come funzionano e a cosa servono?

Ad annunciare per primo la nuova funzione è stato Pete Davis, Head of Content Products di LinkedIn, in un blog post ufficiale: «Stiamo attualmente testando le LinkedIn Stories internamente e non vediamo l’ora di testarle con i nostri membri nei prossimi mesi. Abbiamo già imparato così tanto sulle possibilità uniche che le Stories possono offrire in un contesto professionale. Ad esempio, il formato Stories è ottimo per condividere momenti chiave di eventi di lavoro e lo stile narrativo full-screen semplifica la condivisione di consigli e trucchi per lavorare in modo più efficiente […] Non vedo l’ora di scoprire come le storie renderanno più creativo e autentico il modo in cui gli utenti condividono la loro vita lavorativa, in modo che possano costruire e coltivare le relazioni necessarie in un’ottica di produttività e di successo professionale».


Proprio come su Instagram e Snapchat, le LinkedIn Stories – disponibili solo nella versione mobile – sono costituite da foto o video della durata massima di 20 secondi, che scompaiono dal feed dopo 24 ore, a cui è possibile aggiungere brevi testi e GIF. Non mancano poi i tag, attraverso cui menzionare gli utenti con la classica chiocciola (@), e gli adesivi per interagire con i contenuti, come lo sticker “La domanda del giorno”, una forma di interazione diretta e sicuramente meno formale del classico post.

L’obiettivo è quello di arricchire il profilo social degli utenti con le esperienze professionali, in quello che potrebbe essere una sorta di racconto virtuale della propria giornata lavorativa. La nuova funzionalità sembrerebbe una risposta all’aumento delle conversazioni intavolate dagli utenti e del relativo livello di engagement che ha contraddistinto la piattaforma nell’ultimo periodo. Inoltre, rappresenta anche un modo per attirare le nuove generazioni, sempre più abituate a pensare e a comunicare in formato verticale, e aumentarne il tempo medio di permanenza sulla piattaforma.

LinkedIn Stories: come usarle nella strategia di contenuti

  1. Contenuti autorevoli in versione “snackable”: su LinkedIn i profili di maggiore successo sono quelli che mostrano autorevolezza e leadership nel proprio settore professionale. Le Stories possono essere quindi un ottimo veicolo per mostrare le proprie conoscenze in modo coinvolgente. Ricorda però che per essere efficaci i contenuti devono essere adatti a questo tipo di format, si parla infatti di snackable content per indicare video, testi, immagini di facile lettura.
  2. Contenuti real time: le Stories su LinkedIn sono perfette per condividere brevi aggiornamenti in tempo reale. Eventi dal vivo, ‘finestre’ sulla vita aziendale, racconti diretti ad un pubblico strategico, sono tutti esempi del possibile utilizzo di questa funzione.
  3. Contenuti coerenti: in questa fase iniziale di sperimentazione, essere fra i primi a ‘testare’ le Stories di LinkedIn può essere un vantaggio. I contenuti devono però essere sempre coerenti con la propria linea editoriale e il proprio tone of voice.

I follower di una Pagina o di un Profilo LinkedIn sono interessati alle attività professionali delle persone o dei brand che scelgono di seguire e si relazionano ai contenuti fruiti con un mindset completamente diverso da quello tipicamente adottato su Facebook e altri Social network usati per svago. Chi investe tempo ed energie su LinkedIn ha una mentalità orientata al business, è alla ricerca di nuove opportunità di lavoro o di contenuti formativi. Per tale ragione gli aggiornamenti professionali pubblicati attraverso le LinkedIn Stories hanno più probabilità di ottenere un engagement di qualità, attirando l’attenzione di prospect realmente interessati.

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