Mega, macro, micro e nano influencer: in cosa si differenziano e quali scegliere

Mega, macro, micro e nano influencer: in cosa si differenziano e quali scegliere

La crescita dell’influencer marketing

Partiamo dal principio, l’influencer marketing. Negli ultimi anni, questa branca del social media marketing è cresciuta considerevolmente e si prevede che continuerà a farlo. Nel 2020 le campagne volte a coinvolgere i Creator per dare vita a contenuti originali e di valore sono duplicate rispetto all’anno precedente, ma dal report Brand & Marketer di ONIM (Osservatorio Nazionale Influencer Marketing) sono emersi anche altri due dati particolarmente interessanti.

Innanzitutto l’obiettivo delle campagne non è più soltanto la brand awareness, ossia la conoscenza di marca, ma iniziano ad acquisire maggiore importanza anche obiettivi come reputation e community.

Altra notizia interessante è che c’è stato un calo degli investimenti in nano influencer, spesso poco qualitativi, ma una crescita di quelli in micro influencer nella fascia da 30-50k follower.

Ma in cosa si differenziano realmente questi influencer? A parte la classificazione su base quantitativa e quindi sull’ampiezza del pubblico, la vera differenza sta nella capacità di essere autentici, veritieri, di creare un rapporto di fiducia reciproca con la propria community. In alcuni casi, sembra che l’engagement sia inversamente proporzionale alla visibilità, e quindi al numero dei follower. Ma non sempre è così.

La classificazione degli influencer

Vediamo nello specifico quali possono essere i benefici passando in rassegna ogni categoria.

Mega influencer (più di 1M di follower): senza dubbio l’audience sarà molto ampia, la visibilità massima e con alta probabilità si potrà fare affidamento sulla professionalità dell’influencer coinvolto/a e concordare un rapporto di esclusiva.

Passiamo ai macro influencer (100k-1M) che, anche in questo caso, hanno audience molto rilevanti e, se operano in un determinato settore di nicchia, possono coprire dei target molto specifici. Sono l’ideale per i brand che vogliono realizzare campagne che hanno come obiettivo la reach, quindi un’ampia copertura. Possono invece, soprattutto nelle fasce più alte, avere un tasso di engagement non molto alto e non essere l’ideale per campagne che desiderano raggiungere obiettivi di interazioni.

I micro influencer (10k-100k) sono una delle categorie più rilevanti e quelli che hanno avuto una maggiore crescita negli ultimi anni. Hanno una community molto fedele e altamente “ingaggiata”, che segue ben volentieri consigli e suggerimenti dell’influencer. Lavorare con i micro influencer permette di realizzare campagne che vedono coinvolti più creator, dato che richiedono investimenti minori, e di avere un maggior tasso di engagement e con molta probabilità anche miglior tasso di conversione. Gli investimenti in nano influencer (1k-10k), come riportato nel report, hanno invece subito un calo, forse a causa della minore esperienza e di risultati poco qualitativi.

E’ importante, concludendo, scegliere i giusti influencer con cui collaborare, selezionare quelli maggiormente in linea con la brand image e coerenti con gli obiettivi che si desiderano raggiungere. Per fare ciò è fondamentale affidarsi ad un team specializzato ed avere una tecnologia a supporto che faccia davvero la differenza. Noi di NativeJ collaboriamo con tante realtà editoriali e influencer verificati, contattaci per un progetto di branded content personalizzato e creato su misura per te.

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